giovedì 30 agosto 2012

Angelo Mazza, “UNA ROTATORIA INUTILE DAVANTI AL MUNICIPIO”

206989_214369478573487_4113835_n[1]

Fonte: http://www.angelomazza.it/

All’inizio della precedente Amministrazione alcuni Consiglieri di maggioranza (in maggioranza anche oggi o molto vicini alla stessa) chiesero espressamente che fosse realizzata una rotatoria in corrispondenza dell’incrocio tra via Epitaffio, via G. D’Oria e via Erodoto. Si trattava di richiesta

proveniente da soggetti direttamente interessati in quanto abitanti o svolgenti la propria attività professionale nelle vie di accesso all’incrocio. La proposta sembrò subito di difficilissima realizzazione infatti non si comprendevano in pieno i vantaggi derivanti dalla realizzazione della rotatoria, ma soprattutto si intuiva facilmente che, viste le caratteristiche dell’incrocio, affinché la stessa risultasse minimamente funzionale piuttosto che pericolosa si sarebbe dovuto modificare pesantemente lo stato dei luoghi con un notevole arretramento del muretto di cinta del Municipio, con un risultato estetico che si prevedeva negativo, anche per la deviazione che via Epitaffio avrebbe subito.

L’idea, in realtà, era nata con la precedente Amministrazione del Sindaco Moretto, infatti all’insediamento di Ferretti era già presente un manufatto realizzato con delle transenne che simulava la cosiddetta isola della rotatoria. Il Sindaco Ferretti acconsentì che permanesse detto manufatto al fine di verificare la funzionalità dell’idea. Furono eseguite delle modificazioni successive del diametro e della posizione atteso che i mezzi pesanti avevano difficoltà ad attraversare l’incrocio. La prova, che durò alcune settimane, fu disastrosa tanto che furono i Carabinieri della stazione di Oria a chiedere al Sindaco che l’incrocio fosse liberato dalle transenne: si erano verificati alcuni incidenti soprattutto di autoveicoli provenienti dai due sensi di via Giacinto d’Oria che si ritrovavano al centro dell’incrocio senza che alcun ostacolo si frapponesse alla propria direzione di marcia (dritto per dritto per intenderci).

L’idea fu definitivamente abbandonata quando, sottoposta in via informale ad un tecnico esperto in viabilità stradale questi espresse un parere fortemente negativo. I consiglieri che avevano richiesto con forza la realizzazione della rotonda si dovettero rassegnare al no ricevuto dal Sindaco che agì, a mio avviso, in maniera responsabile e nell’interesse dell’intera collettività e non solo di una parte di essa, sia pur pesante dal punto di vista politico.

Voglio ricordare che nella precedente Amministrazione Moretto erano state realizzate alcune aiuole ed una mini rotatoria urbana (quella di via Erodoto-via Crocifisso-via Magna Grecia per intenderci) che veniva positivamente citata dai Consiglieri interessati al fine di perorare la loro causa, a mio avviso una delle peggiori realizzazioni urbanistiche mai realizzate ad Oria: anche i navigatori satellitari e Google Maps hanno incontrato serie difficoltà a rappresentare detta rotatoria, tanto da doverla ridisegnare. Si osservino le seguenti immagini tratte da Google Maps rappresentati l’incrocio in versione “mappa” e “satellite”.

   

COME DOVREBBE ESSERE       COM'E'

È facile accorgersi che la mini rotatoria in questione non solo non serve alla regolazione del traffico ma è addirittura pericolosa, ragion per cui svolge unicamente una, peraltro dubbia, funzione estetica. Percorrendola, poi, il più delle volte si prova il brivido degno delle più spericolate attrazioni da luna park.

SPERIAMO DI NON RITROVARCI UN’ALTRA ROTATORIA COSÌ DAVANTI AL MUNICIPIO! SPERIAMO DI NON DOVER VEDERE INCIDENTI ED INGORGHI OLTRE CHE UNA MODIFICAZIONE RADICALE ED INGIUSTIFICATA DELLO STATO DEI LUOGHI, COMPRESO ADDIRITTURA LO SPOSTAMENTO DELLA COLONNA DELLA VIA CRUCIS, SOLO PER ACCONTENTARE QUALCHE CONSIGLIERE “PICCIOSO”!

A proposito della colonna, pensate che- ironia della sorte- fu proprio il compianto Don Elia Farina (zio dell’omonimo architetto progettista e direttore degli odierni lavori), con il suo agire “vulcanico” di quando riteneva si commettesse qualcosa di ingiusto, a ottenere la ricostruzione della centenaria colonna dopo che l’assessore Damiano Mazza ne aveva fatto eseguire la demolizione per l’esecuzione di lavori di viabilità. Chissà cosa direbbe oggi, se fosse ancora qui con noi …

A parte tutto, i dubbi sulla reale utilità dell’opera e sul rispetto della normativa specifica e delle prescrizioni tecniche permangono.

Mi pongo infatti alcuni semplici quesiti premettendo che, non essendo io un ingegnere né, tanto meno, un tecnico esperto di costruzione di strade e di problematiche di viabilità, corro il rischio di incappare in qualche errore; tuttavia su questa vicenda voglio pormi i dubbi dell’uomo della strada che, semplicemente considerando la tipologia dell’incrocio si chiede: ma è possibile che qui si possa realizzare una rotatoria?

Premetto inoltre che non ho visionato il progetto e che pertanto è probabile che sia l’architetto Farina, progettista, che l’Ing. La Corte (Responsabile Unico del Procedimento nonché Responsabile dell’Ufficio Tecnico) abbiano tenuto nel debito conto le prescrizioni tecniche previste per siffatte realizzazioni.

Voglio proporre, qui di seguito, alcuni stralci (in carattere blu) da un documento tecnico facilmente reperibile riguardante le caratteristiche tecniche delle rotatorie in base alla normativa vigente (il carattere rosso servirà invece ad evidenziare i punti, a mio modesto avviso, critici nel caso della nostra rotatoria):

CARATTERISTICHE GEOMETRICHE DELLA ROTATORIA - ELEMENTI DI PROGETTAZIONE E SICUREZZA

Centro della rotatoria
L’elemento geometrico iniziale da esaminare è il posizionamento del centro della rotatoria. L’asse dei rami deve essere orientato verso il centro della rotatoria in modo da non consentire percorsi rettilinei e tangenti all’isola centrale. Tuttavia raramente si può ottenere questo unico punto d’intersezione, più spesso i punti d’intersezione sono dispersi a formare un poligono. In questo caso il centro della rotatoria deve essere scelto all’interno di tale poligono...

Questo è un esempio di rotatoria simmetrica con gli assi dei rami di accesso che confluiscono verso un unico punto di intersezione.

Una volta determinata la posizione del centro della rotatoria si dovrà procedere alla determinazione degli altri elementi costituenti la rotonda; tra questi l’isola centrale riveste un ruolo molto importante per la sicurezza dell’intersezione essa dovrà garantire un’adeguata deflessione nei percorsi d’attraversamento.

Le rotatorie devono consentire il transito di qualunque veicolo. Nel Nuovo codice della strada oltre alla definizione di sagoma limite (art. 61), ossia le dimensioni massime che tutti i veicoli devono rispettare per poter circolare, vi è quella di fascia d’ingombro per l’inscrivibilità in curva dei veicoli; in particolare l’art. 217 del Regolamento di Attuazione definisce che: “ogni veicolo a motore, o complesso di veicoli, compreso il relativo carico, deve potersi inscrivere in una corona circolare (fascia d’ingombro) di raggio esterno 12,50 m e raggio interno 5,30 m”.

Tale articolo determina le condizioni di massimo ingombro dei veicoli che percorrono una curva, e di conseguenza le dimensioni geometriche di riferimento per il calcolo del raggio minimo della rotatoria e della larghezza dell’anello.

La figura che segue illustra quanto sopra riportato.

Anello di Circolazione

La dimensione dell’anello varia in funzione della larghezza e numero di corsie dell’entrata più larga; essa deve essere più larga di questa entrata. Non devono essere ammesse variazioni nella larghezza e non sono ammesse vie supplementari, accessi a proprietà o altri accessi che non siano quelli dei bracci. Questo per non compromettere la leggibilità delle traiettorie dell’intersezione e di conseguenza la sicurezza totale della rotatoria.
In genere la larghezza da adottare per l’anello (escluse banchine) è di 7,00 m; nel caso in cui una o più entrate sia composta da due corsie la larghezza minima dell’anello è di 8,00 m. Nel caso di rotatorie con diametri grandi (superiori a 60-÷70 m) l’ampiezza della corona rotatoria potrà essere pari a 10,00 m.
Per rotatorie con diametro esterno inferiore a 30 m oltre alla dimensione di 7.00 m si dovrà realizzare una banchine transitabile della larghezza di 1.50 m, mentre per rotatorie con diametro superiore a 30 m sarà sufficiente predisporre una banchina interna pavimentata di 50cm.
Questo si rende necessario per favorire le manovre dei veicoli più ingombranti all’interno dell’anello.

La seguente tabella schematizza le caratteristiche delle rotatorie; in particolare si faccia riferimento alla prima colonna (mini rotatorie urbane).

Da quanto sopra riportato e considerando l’arretramento di 3 metri del muretto di cinta del Municipio dalla parte di Via Epitaffio, si può constatare che è pressoché impossibile rispettare le norme tecniche per la realizzazione della mini rotatoria urbana. Si può notare che il cerchio giallo nella figura, che rappresenta l’ingombro minimo della rotatoria, posto nella migliore posizione (comunque non ideale) andrebbe a tangere proprio quelle abitazioni civili che dispongono di accessi a raso al proprio garage.

Un ultimo richiamo alle prescrizioni tecniche riguarda le visuali libere che devono necessariamente essere garantite.

2.6 VISUALI LIBERE DA GARANTIRE

L’esistenza di opportune visuali libere costituisce primaria ed inderogabile condizione di sicurezza della circolazione, in particolare nelle zone di intersezione, dove si concentra il maggior numero di punti di conflitto veicolare.
Per distanza di visuale libera si intende “la lunghezza del tratto di strada che il conducente riesce a vedere davanti a sé senza considerare l’influenza del traffico, delle condizioni atmosferiche e di illuminazione della strada”.

Nel caso di una rotatoria si deve, innanzitutto, garantire un adeguato spazio, libero da qualunque impedimento visivo, tra il veicolo in approccio all’intersezione e la linea del “dare precedenza” per consentire l’arresto del veicolo.
E’ importante inoltre che gli utenti, che stanno giungendo in rotatoria, riescano a percepire i veicoli con precedenza all’interno della corona in tempo per modificare la propria velocità e quindi cedere il passaggio o eventualmente immettersi nell’anello…

Ma allora, perché spostare la colonna della Via Crucis, considerato che si troverebbe lontana dalla intersezione delle vie G. d’Oria e Epitaffio alla rotatoria?

Un’ulteriore visuale libera da garantire è quella relativa ai veicoli che percorrono la rotatoria; essa si riferisce sia alla distanza di arresto per la presenza di oggetti o altri veicoli presenti nell’anello sia alla distanza di visibilità per prevedere l’ingresso di altri veicoli. Questa fascia di visibilità incide sull’arredo dell’isola centrale, in particolare nelle rotatorie di piccole dimensioni. In ogni caso non devono essere posti ostacoli visivi (come alberi) a meno di 2 m dal bordo dell’isola centrali o, in assenza di bordura sormontabile, a 2,50 m dalla linea di demarcazione dell’isola centrale).

Ho premesso di non aver visionato il progetto, ma intendo immediatamente fare richiesta di copia dello stesso per verificare che le disposizioni tecniche e normative siano state rispettate perché se è vero che l’importante è che la rotatoria risulti funzionale ed utile (e in tal caso sarò il primo a riconoscerlo) è vero anche che questa Amministrazione si sta abituando sempre più a non tenere conto delle regole per realizzare, spesso “alla carlona” quelle piccole cose da spacciare per grandi opere e da inserire poi nei propri libretti propagandistici.